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Storia ed archeologia
bronzoMolte sono ancora oggi nel territorio della Marca Trevigiana le tracce della cultura e dell'arte longobarda, espressione dell'originaria tradizione germanica con l'apporto di influenze bizantine e romane.

Delle chiese e degli edifici restano esempi scultorei caratterizzati dall'intreccio vimineo, molto elegante ed armonioso negli arredi liturgici, nei plutei di recinzione degli altari, nei capitelli e nelle lastre tombali. Molte anche le testimonianze degli sviluppi che l’arte longobarda subì in seguito alla conversione al cattolicesimo della corte, voluta dalla regina Teodolinda.

clip_image002La leggenda racconta che, in seguito alla distruzione della città di Troia, una popolazione proveniente dall’Asia Minore, alleata dei Troiani, abbandonò le proprie terre e, guidata da Antenore, si diresse verso Occidente. Erano i Veneti, chiamati da Omero ‘Enetoi’.

Dopo aver a lungo navigato nel Mar Adriatico, i Veneti riuscirono a toccare terra, spingendosi e insediandosi nell’Italia nordorientale tra il XIII e il XII secolo a.C. nel territorio degli Euganei.

La civiltà dei Veneti toccò il massimo dello sviluppo intorno al VI a.C. e fu tra le prime a stringere rapporti solidi con i Celti (IV-III a.C.) che avevano già iniziato a infiltrarsi nel territorio espandendo la propria cultura.

I Romani nel II a.C., con i quali i Veneti in passato avevano già avuto relazioni e alleanze, riuscirono progressivamente ad adeguare l’antica popolazione ai propri costumi e a inserirla nel proprio sistema amministrativo, processo che culminò nel riconoscimento del diritto latino (89 a.C.) e nella piena cittadinanza romana (49 a.C.).

mappettaIn seguito all’occupazione romana avvenuta nel I secolo d.C., i territori della Marca Trevigiana furono divisi e organizzati secondo le norme della ‘centuriazione’, un sistema che prevedeva la divisione del terreno in parti regolari, all'interno di un disegno a linee ortogonali. Lo scopo era quello di facilitare la bonifica dei terreni circostanti, lo sfruttamento agricolo dei campi e soprattutto la difesa del territorio da incursioni esterne. Nell'Italia settentrionale furono centuriate le zone pedemontane e quelle poste allo sbocco in pianura delle principali vallate.

Nel 568 d.C. il popolo longobardo lasciò la Pannonia e scese in Italia, stabilendo a Cividale del Friuli la sede del primo Ducato. Insieme ai gruppi di Slavi e Sassoni, i conquistatori seguirono la via Postumia, strada strategica che attraversava l'Italia settentrionale da Aquileia e Genova e fondarono altri ducati: a Ceneda, vicino a Vittorio Veneto, importante incrocio di vie romane, a Treviso e a Vicenza, prima di occupare Verona, caposaldo strategico della regione. tondoA Treviso, nel 568, il vescovo Felice trattò con il re Alboino la sottomissione della città che divenne sede di ducato e zecca regionale.

Numerose sono le testimonianze longobarde legate ai toponimi: Braida ai piedi di Asolo, termine che indicava l'area suburbana; Fara tra Fonte e Paderno cioè antico accampamento di soldati; Romano, che deriva da ‘arimannia’, insediamento di guerrieri; Gheda, Possagno e Guizza.

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1 I Romani - Farra di Soligo
2 I Romani - Oderzo e Ceneda
3 I Veneti - Treviso sotteranea
4 I Veneti - Montebelluna
5 I Veneti - Oderzo
6 I Veneti - Roncade
7 I Veneti - Castelcies
8 I Veneti - Fontanelle
9 I Veneti - Pederobba
10 I Longobardi - Treviso
11 I Longobardi - Monte Altare a Ceneda
12 I Longobardi - Ceneda
13 I Longobardi - Vittorio Veneto
14 I Longobardi - Mareno di Piave
15 I Longobardi - Follina
16 I Longobardi - Farra di Soligo
17 I Romani - Praderadego
18 I Romani - Treviso
19 I Romani - Asolo - bandiera arancione
20 I Romani - Serravalle, Castrum Romano
 
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