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Godega di Sant'Urbano - Chiesa di San Biagio PDF Stampa E-mail
chiesabaverIn un tranquillo borgo della campagna veneta, tra villette e case coloniche, si nasconde un gioiello d'arte. È una chiesetta dedicata a San Biagio, il santo notoriamente legato alle tradizioni popolari. Della chiesa non si conosce l'anno di fondazione; le prime notizie documentate risalgono al 1398 e ci sono giunte attraverso un documento del Cinquecento.All'interno un mirabile ciclo di affreschi riveste l'abside. Le pareti e la volta a crociera offrono alla vista quattrocentesche pitture raffiguranti episodi della vita di Cristo e di San Biagio. L'autore è sconosciuto.
Si ipotizza che le pitture siano opera di maestranze provenienti dal Nord Europa per gli accenti gotici presenti nelle decorazioni e nella tensione dei tratti delineanti le figure. Gli affreschi hanno subito un sapiente restauro di tipo conservativo grazie al quale le singolarissime tonalità cromatiche, impreziosite dall'uso di oro e argento, hanno assunto i colori della memoria. La piccola abside e la navata dal soffitto a copertura lignea, di epoca più tarda, ci comunicano un senso di autentico passato. Non solo un valore artistico, la chiesetta di Baver ha conservato inalterato nel tempo anche un importante patrimonio culturale fatto di devozione e affezione verso San Biagio, uno dei Quattordici Santi Ausiliari, particolarmente invocato nella pietà popolare per guarire dai mali di gola. Suona piuttosto singolare, in questi luoghi, tanta devozione per un santo che visse lontano da queste terre, e precisamente in Armenia.
Il motivo è riconducibile alle caratteristiche del suolo. La chiesa è stata eretta a confine tra due zone, l'una arida, da cui il nome Campardo, l'altra paludosa da cui deriva il toponimo Palù. Nelle terre paludose era facile il sorgere di malattie della gola, come la difterite, che fino a due generazioni fa mieteva tante vittime. La fiducia della gente nel santo ha mantenuto vivo durante i secoli il rito della benedizione della gola. Ogni anno, il 3 febbraio si ripete una cerimonia che è divenuta una festa carica di significati religiosi e rituali. È consuetudine andare da San Biasi con del pane e delle caramelle e riportarli a casa benedetti; si distribuiranno durante l'anno a parenti e amici in caso di mal di gola. La gente arriva numerosa da tutto il circondario e si organizza spontaneamente. Allietati dalle note festose di una banda, a conclusione del pomeriggio, si assaggiano crostoli e ci si riscalda con vin brulè.

Chiesa di San Biagio

località Baver di Pianzano
Godega di Sant'Urbano (TV)
www.marcatreviso.it
 
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