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Produzioni artistiche ad Asolo PDF Stampa E-mail

La Tessitura

Le botteghe artigiane, disseminate tra portici e piazze cittadine, ci raccontano della storia passata e del volto attuale della città di Asolo, di saperi antichi e dei colori della natura circostante: tessuti e ricami, ceramiche dipinte a mano e mobili antichi. Si tratta di attività produttive di antica tradizione tessituraancor oggi votate a preservare la propria originalità tanto da essere ben conosciute in Italia e all'estero.
Una delle più antiche attività artigiane è quella della Tessoria Asolana, un laboratorio di tessitura a mano, perfettamente funzionante sin dal 1840, inserito negli itinerari turistici delle agenzie americane ed europee e che per la sua particolarità è stato oggetto di servizi trasmessi da televisioni svizzere, tedesche e statunitensi. Si tratta di un gioiello di laboratorio che produce rari e preziosi tessuti, insignito del riconoscimento di mestiere artistico, del quale pochi conoscono l’esistenza, sito a due passi da Treviso, all’interno dell’Antico Maglio di Pagnano d’Asolo.
La Tessoria Asolana esiste dal 1840, anno in cui Lucy Beach, giornalista americana di Pasadena, innamorata di Asolo tanto da trascorrervi parecchi anni della sua vita, ebbe l’idea di acquistare alcuni telai, che all’epoca erano presenti in molte case, per produrre tessuti di lusso da esportare in America. Quella della tessitura in quest’area, infatti, era un’attività tipica, ma non in senso commerciale, essendo diffusa solo tra le famiglie, la maggior parte delle quali disponevano di un telaio per produrre stoffe ad uso domestico. Acquistati i telai, gli stessi utilizzati oggi nel laboratorio, l’americana li fece adattare in modo tale che potessero tessere non più materiali grossolani o spessi come la lana grezza, il cotone, la canapa, ma fili di seta sottili e pregiati. L’attività venne poi ceduta a Flora e Freja Stark, madre e figlia, inglesi, che vivevano la maggior parte dell’anno ad Asolo. tessoria_2Entrambe portarono il laboratorio alla massima espansione. Ben 35 erano le lavoranti impegnate e, grazie alle amicizie che le due donne avevano alla corte d’Inghilterra, i tessuti venivano realizzati per arredare le case più importanti di tutta Europa. Con l’avvento della II Guerra Mondiale, Freja Stark si ritirò dalla gestione della Tessoria e il laboratorio venne aperto, con il nome di “La Manifattura Asolana”, dalla sua segretaria, Carolina Serena, che continuò a svolgere l’attività nonostante la confisca degli inglesi. Ella ha gestito il laboratorio per 50 anni, con le stesse identiche caratteristiche: i telai sono rimasti quelli originali dell’Ottocento, funzionanti e in perfetto stato, i tessuti in seta e ogni fase della lavorazione eseguita a mano, compresa la colorazione. Alla morte di Carolina, il laboratorio, che nel frattempo aveva ripreso il suo nome originario, passò a Monica Bernini che lo tenne in gestione 11 anni per poi arrivare, nel 2000, alla attuale titolare.
E’ molto difficile descrivere la bellezza, la raffinatezza, i colori delle sete e degli scialli che la Tessoria Asolana produce, ma basti sapere che solo per preparare un ordito, che costituisce la base della produzione, vengono impiegate circa 60 ore di lavoro.

La seta, che viene comprata grezza e poi tinta,si presenta in matasse e deve essere portata su rocchetto. E ciò viene fatto manualmente, sulle “mulinelle”, come nel ‘700. Una volta preparati tutti i rocchetti, essi si dispongono sull’ “orditoio”. La preparazione dell’ordito viene fatta con pazienza, tutta a mano: è un’operazione che richiede 15 ore di lavoro, in caso di ordito da sciarpe, 10 giorni in caso di ordito per tende. Poi si passa alla tramatura, fase più veloce ma che dipende dal numero dei colori usati e dal tipo di lavorazione. E qui si rivela l’estro di chi lavora nell’abbinare le tinte, nel combinare i materiali che devono assolutamente resistere alla stessa maniera quando vengono lavati, e che, una volta tessuti, non si devono arricciare o spostare. La bellezza dei colori sta nel fatto che essi sono assolutamente imprevedibili, sembrano chiamarsi l’un l’altro, per libera associazione, man mano che si tesse. Questo fa sì che il lavoro sia bello per chi lo esegue, perché ogni volta si ha un effetto finale che sorprende anche chi lo crea.
La seta utilizzata è la più bella in assoluto. Viene importata dalla Cina, ritorta secondo le indicazioni e tinta secondo le campionature. Seta prodotta naturalmente significa che i bachi vengono nutriti con le foglie del gelso e sbozzolati a mano. E’ un lavoro lungo e poco redditizio persino negli stessi Paesi orientali. Una volta, specie in Veneto, c’era una grandissima cultura di bachi da seta (le famose filande) che ora non esiste più, perché economicamente non più giustificata. Viene usata anche l’alpaca , quella che arriva dalle regioni andine, trattata con sistemi “dolci”, cioè non strapazzata da finissaggi. "La prima cosa che salta agli occhi di un esperto, afferma Marta Paianaro, la proprietaria, è che il tessuto a mano conserva la terza dimensione, cioè crea volume. La pressione umana è talmente diversa da quella meccanica che i fili, per quanto il tessuto possa essere “robusto”, non riescono ad appiattirsi, cosa che il tessuto meccanico ha proprio per caratteristica. Un tessuto realizzato a mano conserva il gioco di luce e di ombre e quel “gonfio” proprio dei fili che riposano nel loro stato naturale”.
Il laboratorio esercita un forte richiamo sui turisti che giungono ad Asolo e le agenzie, specie quelle straniere, prendono appuntamento da un anno all’altro per farlo visitare ai loro clienti. Inoltre, a primavera, anche le scuole portano alunni e studenti a conoscere la storia e il lavoro di questa antica e illustre bottega artigiana, che attualmente dà lavoro a quattro dipendenti. “Grazie al progetto Leonardo della Comunità Europea, spiega Marta Paianaro, accogliamo nel laboratorio anche stagisti che usufruiscono di borse di studio. Vengono da istituti svizzeri e tedeschi dove si insegna designer del tessuto e tecniche di lavorazione. Siamo felici di insegnare a qualcuno questo mestiere, perché sarebbe un vero peccato se andasse perduto”.

Tessoria Asolana
Negozio

Via Antonio Canova 317 - Asolo (TV)
Tel.+39 0423.952062
Showroom & sede
Barchessa di Villa Razzolini Loredan
Via Schiavonesca Marosticana, 15 - Asolo (TV)
Tel. e fax.+39 0423.950877
www.tessoriaasolana.com

Il Ricamo

browningLa Scuola del Ricamo è un'altra attività asolana che conta su una tradizione secolare: le mani sapienti delle ricamatrici realizzano oggi con tecniche antiche biancheria, merletti e decori d'arte. Le contessine Laura e Claudia Loredan la dirigono da 25 anni. Non si tratta di una scuola, bensì di un laboratorio artigiano. Ha mantenuto la denominazione di "scuola", perché così si chiamavano le vecchie botteghe artigiane, dove i giovani entravano per imparare l'arte. La scuola nasce nel 1890. Il suo fondatore e' un inglese: Robert Wiedeman Browning, figlio del poeta Robert Browning e di Elisabetta Barret, che stabilirono ad Asolo la loro dimora. L'intento era di dare modo alle donne Asolane di avere un lavoro ed insegnare alle giovani un mestiere.
Dal 1920 è stato introdotto il lavoro a fili contati su tessuti di puro lino ed il ricamo diventa abbellimento per la biancheria di casa. Da allora il laboratorio continua l'attività con le medesime tecniche.
Oggi, dopo essere passata attraverso varie traversie, l'antica bottega sopravvive grazie alla tenacia delle due nobili sorelle: sotto la loro guida le poche ricamatrici rimaste (e' assai difficile tirare su nuove leve) continuano a ricamare a "fili contati" (e' un tipo di punto), per gli ormai scarsi clienti, lenzuola, tovaglie, centrini. E' un lavoro che richiede applicazione e certosina pazienza. Un tempo nella scuola “merletti”di Asolo, fondata da Browing si lavorava il merletto a fuselli, questo ne è un esempio.

Scuola Asolana di Antico Ricamo
Via Antonio Canova 333 - Asolo (TV)
Tel.+39 0423.952906



Le Ceramiche

ceramica

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Le ceramiche artistiche colorano le vetrine con le forme dei vasi più belli, dei soli portafortuna, dei piatti, delle tazze finemente dipinte.

 



Il Mercato dell'Antiquariato

 

asolo-mercatino2mercatino_asoloL'antiquariato è una delle tradizionali vocazioni della città che, oltre agli appuntamenti consueti con il mercatino dell'antiquariato, propone mobili, quadri, monili dei secoli passati nelle molte gallerie antiquarie disseminate tra portici e piazze del centro storico. Nella piazza del Mercato, da gennaio a giugno, nella seconda domenica del mese, appuntamento fra i piu' prestigiosi della regione e fra i piu' importanti d'Italia. Si trovano tessuti, gioelli, orologi, mobili e oggetti da collezione su oltre 100 bancarelle. Tutti i mesi esclusi luglio e agosto.

 



 



 

 
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