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Andrea Luca Luchesi PDF Stampa E-mail

luchesiAndrea Luca Luchesi (1741-1801)

Musicista, nacque a Motta di Livenza. Fu tra i grandi d’Italia e d'Europa, compositore di numerosissime opere. Fu Maestro di cappella del Principe Elettorale Max Friedrich a Bonn, dove influenzò la formazione di Ludwig van Beethoven.
Lasciò quindicenne la natia Motta per Venezia, dove grazie all'istruzione ricevuta dal fratello sacerdote (organista e pubblico precettore) ed alle origini nobili della famiglia, ebbe accesso da famiglie importanti della città di Venezia e poté studiare con affermati musicisti (Cocchi, Saratelli, padre Paolucci, Bertoni ed il celebre Galuppi). In pochi anni divenne un noto organista, tanto che a soli 20 anni faceva già parte della commissione che concedeva le licenze professionali per organisti/cembalisti. Anche le sue doti di compositore (di musica sacra, strumentale, d'opera) furono rapidamente apprezzate e ricevette incarichi per celebrazioni ufficiali della Repubblica: un esempio furono le cantate in onore dei principi tedeschi in visita nella Repubblica di Venezia. Luchesi era anche in contatto con due dei più avanzati teorici musicali del tempo, padre Vallotti ed il conte Giordano Riccati. La sua reputazione si diffuse rapidamente anche oltralpe, soprattutto grazie all'ambasciatore imperiale a Venezia, conte Giacomo Durazzo, sempre alla ricerca in Italia di giovani talenti; nel 1765 la sua prima opera buffa "L'isola della fortuna’’, su libretto di G. Bertati, fu rappresentata al teatro di corte a Vienna. Nel loro primo viaggio in Italia, Leopold Mozart ed il figlio Wolfgang lo incontrarono durante il Carnevale del 1771 ed ebbero 'in prestito' un suo concerto per cembalo, che Wolfgang suonerà ancora nel 1778 (e che padre e sorella utilizzeranno abitualmente a fini didattici). Nel 1771 Luchesi compose anche un Requiem per le esequie per il conte di Montealegre ambasciatore spagnolo alla Serenissima. Nel periodo trascorso a Venezia compose concerti, cantate, sonate, messe e altra musica sacra, e varie opere. Secondo la ricostruzione storica di Giorgio Taboga, peraltro assai parca di autentici riscontri documentari, nel 1771 Luchesi fu invitato a Bonn dal Principe Elettore Arcivescovo di Colonia Maximilian Friederich, come suo maestro di cappella privato e con un contratto triennale, per risanare la Cappella di corte. Vi giunse nell'autunno del 1771 portandosi appresso un'équipe di cantanti, un insegnante di dizione italiana ed un primo violino, l'eccellente Gaetano Mattioli, paragonato all'epoca al Cannabich di Mannheim. In soli due anni riportò la Cappella ad un elevato livello artistico, che gli permise di rappresentare brillantemente la sua opera buffa l'Inganno Scoperto o sia il Conte Caramella, su libretto da C.Goldoni nel 1773. Il livello artistico della cappella continuò a migliorare, tanto che nel 1782/83 veniva giudicata la terza Cappella germanica. Dopo la morte del precedente Maestro di cappella (L.van Beethoven, nonno omonimo di Beethoven), nel 1774 fu nominato Kapellmeister, confermato successivamente a vita. In tale veste aveva anche il compito di istruire vari allievi. Ne ebbe di straordinari, Ludwig van Beethoven, il più famoso, che fu alla Cappella per 12 anni a partire dal 1781, Antonin Reicha,i cugini Bernhard e Andreas Roemberg ed altri. Acquisì la cittadinanza locale e nel 1775 si sposò con Anthonetta d'Anthoin, figlia di un consigliere del principe e sorella di Ferdinand, musicista dilettante e suo prestanome per lavori che Luchesi non scriveva espressamente per la Cappella. Nel 1776 circa compose l'oratorio Passione di Ns. Signore Gesù Christo. Sempre secondo la ricostruzione di Giorgio Taboga, nel 1784 ebbe inizialmente rapporti difficili con il nuovo principe Elettore Maximilian Franz d'Austria (che avrebbe voluto sostituirlo con il suo protetto Mozart [si tratta di una affermazione priva di alcun fondamento documentario]) ma nonostante i sistemi adottati dal principe, come la drastica riduzione dello stipendio, riuscì a mantenere la carica. L'invasione delle truppe francesi nel 1794 pose fine all'esistenza della corte di Bonn; Luchesi, pensionato e con qualche difficoltà economica, dopo alcuni impieghi a Passau, dove diede la sua ultima opera, rimase a Bonn. Morì nel 1801, quanto rimaneva dei suoi archivi personali venne venduto all'asta dagli eredi della figlia Caterina nel 1826. Luchesi ebbe anche figli maschi; dei primi due Neefe, organista di corte, nel 1785 scrive essere particolarmente dotati nel campo musicale; ma accusati di simpatie rivoluzionarie durante gli ultimi anni del '700, uno fu incarcerato, l'altro pare fosse scappato in Inghilterra, e di entrambi si persero le tracce.

www.andrealuchesi.it

 

 
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