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I Romani - Farra di Soligo PDF Stampa E-mail
TRACCE_DI_URNA_CINERARIATomba_romana_-_vidorEtà imperiale - Nella località di S.Tiziano, al confine con le limitrofe comunità di Sernaglia e di Pieve di Soligo in corrispondenza di un fondo denominato non a caso “Tombola”, sono emersi dal terreno a seguito delle arature annuali, vari frammenti di embrici e cotti vari, di fattura chiaramente risalente all’età romana. Talvolta chiazze carboniose rivelano i resti di tombe ad incenerazione dove sono visibili frammenti di ossa incombuste ed un orlo frammentario di urna cineraria (si vedano le foto a lato).
Tali rinvenimenti, nonostante attestino la sopravvivenza della pratica inceneritoria, sono troppo scarsi e poco significativi per essere più precisamente databili; inoltre, non si è trovato finora alcun bollo laterizio né alcuna iscrizione che possa dare qualche aiuto in merito. Tuttavia, analizzando i rimanenti reperti romani restituiti dall’area del Quartier di Piave, sembra logico attribuirne la datazione al 1° Impero.

Tardo Impero: traccia paleo-cristiana nel Quartier di Piave - Nella medesima località di S. Tiziano si riscontra un altro interessante toponimo: Basalghelle. Esso è una traccia molto significativa, al fine di individuare quello che può essere stato il primo nucleo di evangelizzazione nel Quartier di Piave, in un periodo grossomodo da comprendersi tra il IV ed il VI secolo d. C. (in una logica comunque ancora di pianura, antecedente all’opposto movimento di arroccamento collinare, tipicamente alto-medioevale.)
In diocesi di Ceneda, esiste un solo riscontro nella frazione Basalghelle del comune di Mansuè. Nel Triveneto, se pur presente (Trebaseleghe ad es., in diocesi di Padova, e Basaldella, in diocesi di Udine) tale denominazione è comunque rara, in quanto rappresenta una cosiddetta “voce desueta”: vale a dire un termine lessicale arcaico, il cui uso corrente è stato già abbandonato in epoca alto-medioevale, per essere sostituito da altri più moderni. Nella fattispecie, il vocabolo arcaico, di origine greca, basilica (da cui Basarghelle = piccole basiliche, piccole chiese) è stato ben presto sostituito dal termine ecclesia (da cui l’odierno chiesa). In base a questa semplice considerazione lessicale, si può a buona ragione ritenere il toponimo Basarghelle una voce-guida che rimanda ancora al primo diffondersi della cristianizzazione nelle Venezie e nel Quartier di Piave ed a Fara di Soligo, in particolare.

Tardo impero: cisterna del castrum Credacii - Sempre al tardo-impero (circa 400-500 d. C.) e, precisamente, al contesto storico delle prime avvisaglie di invasioni barbariche e, quindi, dei primitivi arroccamenti collinari (indotti dallo sfaldamento del potere centrale), viene comunemente attribuita per la tipologia costruttiva la data di costruzione della grande cisterna in cotto, collocata nel cortile del castello di Credazzo, sul colle omonimo, a ridosso dell’abitato di Fara di Soligo.
 
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