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I Romani - Oderzo e Ceneda PDF Stampa E-mail
ceneda_romanaOderzo e Ceneda prima delle invasioni longobarde - In epoca romana Ceneda fu un luogo fortificato di una certa importanza compreso nel distretto del municipio di Oderzo, e rimase legata per molto tempo alla storia del suo capoluogo, col quale comunicava per mezzo di una strada, la Opitergium – Serravalle.
Ceneda costituiva un vero e proprio campo trincerato di appoggio al Castrum di Serravalle: un sistema di difesa che serviva a proteggere la città romana di Opitergium.
Tutto il territorio Opitergino (e dunque anche Ceneda) fu sottoposto alle invasioni barbariche del V e del VI secolo, e risentì delle rovinose e complesse vicende della guerra greco-gotica. Dopo la conclusione della guerra e la cosiddetta restaurazione bizantina, Oderzo fu sede dei rappresentanti del governo di Costantinopoli, in dipendenza dell'esarcato di Ravenna.
Tenendo conto del fatto che i Bizantini mantennero invariate le istituzioni e le compagini territoriali romane, è logico pensare che Ceneda abbia continuato a far parte del territorio del municipio di Oderzo anche sotto il dominio bizantino. L'unità dei due centri, che si era mantenuta attraverso notevoli vicissitudini storiche, verrà intaccata al momento dell'invasione longobarda: infatti, mentre Ceneda con la parte settentrionale del territorio passò sotto il dominio dei nuovi invasori, Oderzo, con la parte meridionale, fu per il momento lasciata da parte, e rimase ancora per un secolo in mano bizantina.
E' probabile che Oderzo sia stata lasciata in disparte dai Longobardi nella prima fase del loro stanziamento nell'Italia settentrionale, perché i Bizantini si erano opposti con una ben organizzata difesa della città: perciò gli invasori preferirono proseguire verso occidente per evitare scontri frontali e perdite di tempo in logoranti assedi.
Con l'occupazione longobarda di Ceneda l'unità del distretto civile era spezzata. Oderzo rimaneva come un rifugio, l'ultimo nel Veneto, dell'amministrazione bizantina: Oderzo era, dunque, "l'estremo fulcro difensivo di protezione del litorale, ed assunse importanza decisiva quando, integrato lo sviluppo del regno longobardo, Padova fu distrutta e incorporata al regno".
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Opitergium - Nata come insediamento palafitticolo paleoveneto, la città si sviluppò e assunse importanza con la costruzione della via Postumia. Opitergium, grazie alla distribuzione di appezzamenti di terra ai veterani di Cesare, estese i propri domini già nel I secolo a.C. oltre i confini del fiume Livenza e, sotto l’imperatore Augusto, si arricchì di basilica, circo e foro, collocabile oggi tra via Roma e via Mazzini.

Mosaici e terme - Ancora oggi sono conservati in via dei Mosaici, resti di mosaici romani, le terme del I secolo d.C. in via Savonarola, una strada lastricata nella galleria pedonale di piazza Castello, le necropoli in via Spinè. Pavimenti e mosaici sono conservati in piazza ex Foro Boario, il molo fluviale in via delle Grazie e, Incrocio tra via Roma e Dalmazia, un pozzo e i resti di una strada romana.

Area archeologica del foro romano – Nella zona delle attuali Via Mazzini e Via Roma, si trova l’area archeologica del foro romano risalente al I secolo a.C. L’area è visibile da una postazione sopraelevata che permette di osservare il massiccio selciato in antracite, la basilica e una grande domus.

Oderzo (TV)

Gli scavi sono visitabili ogni seconda domenica del mese con orario 15-17 o su richiesta all’APT o al Museo Eno Bellis

Tel. +39 0422/815939.
 
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