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Canoa e Kajak lungo il Fiume Piave PDF Stampa E-mail

moriago_della_battaglia

Primo itinerario: Dalla briglia di Fener al sito attrezzato di Vidor

Il medio Piave è una sorta di paradiso per il canoista principiante, un buon banco di scuola per sviluppare l’apprendistato della navigazione in acque mosse; emozionante e sicuro al tempo stesso. Per il kajak si consiglia l’uso del paraspruzzi e per la canoa canadese è possibile imbarcare acqua se si affrontano rapide con onde oltre il mezzo metro. Tale eventualità si verifica solo in caso di morbida o in certi passaggi.
Lasciata l’auto presso la pertinenza golenale a valle di Fener, è possibile mettere in acqua il natante su una diramazione secondaria alimentata dalla briglia. Non sempre la profondità e sufficiente. Può capitare di dover scendere e trainare per brevi tratti il natante. Dunque sono necessarie adeguate calzature per non scivolare sui sassi del fondo.
La navigazione consente di apprezzare da subito l’elevata qualità ambientale del paesaggio fluviale, ma anche, con buone condizioni di portata, di cogliere il senso antico dello spostamento a favore di corrente, lo sciabordio delle rapide, il governo con la pagaia tra gli ostacoli, gli odori, i riflessi del sole estivo, il rapido susseguirsi della vegetazione riparia. Se a piedi e in bicicletta la percorribilità di questo tratto non sempre è agevole, ladiscesa in canoa e kajak con adeguate  condizioni di portata, è quanto di più rilassante e facile, per cui si giunge in breve alla scarpata di Bigolino, si apprezzano dal centro del letto i campanili che si fronteggiano da una sponda all’altra (Onigo, Bigolino, Covolo, Vidor).
Prima di arrivare all’area attrezzata di Vidor, è bene prestare attenzione ai flussi dicorrente che si creano attorno ai piloni del ponte di Vidor, formandosi spesso insidiose turbolenze che possono mettere in difficoltà il navigante principiante.

Secondo itinerario: dal sito attrezzato di Vidor al polo ricreativo di Falzè

La navigazione lungo questo tratto è la prosecuzione del viaggio iniziato a valle dello sbarramento di Fener. Si può comunque imbarcarsi utilizzando l’area
attrezzata in località Barche, a valle del ponte di Vidor, in sponda destra, con ampio parcheggio. Il fiume risente delle stagionali condizioni di portata, ma anche del peculiare allargarsi del letto di divagazione, per cui l’acqua tende a disperdersi rendendo precaria la navigabilità anche per natanti leggeri come canoe e kajaks.
Questa è dunque una pratica escursionistica fortemente condizionata dalla quantità dei deflussi. Anche i tracciati sono variabili. Da tener conto sono alcune rotture di pendenza in corrispondenza di affioramenti conglomeratici che creano brevi rapide, di difficoltà mai oltre il II grado. Particolarmente suggestiva è la turbolenza proprio di fronte al core turistico e ricreativo della spiaggia di Falzè, che è anche il punto di arrivo. Si consiglia di interrompere qui la navigazione per poi riprenderla al ponte della Priula, in modo da evitare l’ostacolo di una briglia posta poco più a valle, proprio nella stretta di Nervesa.


Terzo itinerario: dal passo barca di Falzè al Ponte della Priula

Da Falzè al ponte della Priula si sconsiglia il viaggio in canoa; più facile con kayaks forniti di paraspruzzi. C’è infatti un passaggio di III grado in prossimità di una briglia. Inoltre è necessario un trasbordo in prossimità della traversa dell’ENEL. La navigazione può riprendere all’altezza del Ponte della Priula.


Quarto itinerario: da Ponte della Priula a Cimadolmo

Il punto di partenza è la sponda sinistra poco a valle del ponte della Priula. Qui la navigabilità è ancor più dipendente dalle condizioni della portata, penalizzata dai prelievi irrigui effettuati poco più a monte. Prestare attenzione alla massicciata posta a valle del ponte stradale. In caso di morbida si consiglia una ricognizione da terra.
Subito a valle bisogna navigare tra le modeste, ma insidiose turbolenze, che si creano in corrispondenza dei piloni del ponte della ferrovia Venezia-Udine. A valle di quest’ultimo manufatto, si naviga nel tipico paesaggio dei fiumi dell’alta pianura, con il divagare tranquillo e trasparente dell’acqua che segue l’articolato incrociarsi delle pendenze. Dopo pochi chilometri si sottopassa il ponte dell’A27, con le solite insidiose turbolenze attorno ai piloni. Poco a valle del ponte bisogna navigare tenendosi verso la sponda destra in modo da imboccare la diramazione del Piave di Maserada, lasciando sulla sinistra la diramazione meno attiva del Piave di Cimadolmo. Questa scelta è obbligata per poter usufruire di un adeguato deflusso per proseguire la navigazione. Solo in caso diabbondante portata d’acqua ci si può avventurare nella diramazione che conduce all’abitato di Cimadolmo.


Quinto itinerario: da Cimadolmo a Negrisia

Provenendo dal ramo di Salettuol, dal nome di un interessante borgo fluviale da cui è possibile iniziare il viaggio, o terminarlo, a seconda delle scelte individuali dell’escursionista, si giunge in breve alla confluenza con il ramo di Cimadolmo. Il letto dunque si restringe, rispetto agli ampi orizzonti che caratterizzavano la grava più a monte, ma si snoda in un paesaggio dominato da fitte siepi alberate e da una variabilitàvisuale di rara qualità estetica. Ci sono tutti gli elementi fisionomici che fanno di questa esperienza nautica tra le più attraenti d’Italia in senso qualitativo, e ciò è particolarmente sorprendente se si rammenta che ci troviamo nel bel mezzo di uno dei paesaggi produttivi più disordinati del mondo occidentale.
Stando a bordo si nota, oltre la sponda sinistra, il campanile di Negrisia, mentre l’alveosi approfondisce rispetto a piano di campagna. Dopo la confluenza del fiumicello Negrisia, dalla riva sinistra, si giunge in breve ai ponti della ferrovia Treviso - Portogruaro e della statale Postumia.


Sesto itinerario: da Negrisia a Ponte di Piave e fino alla foce del Piave

A valle del ponte il viaggio in barca può essere effettuato anche a bordo di natanti più grandi, magari utilizzando imbarcazioni autoctone con propulsione a remi o con la pertica. Poco a valle, sbarcando in sponda sinistra si giunge in breve a uno dei più suggestivi luoghi memoriali della letteratura veneta e cioè la famosa casetta in golena di Goffredo Parise.
La navigazione prosegue nella tranquilla corrente tipica delle aste fluviali di bassa pianura fino al centro di Zenson di Piave, in sponda sinistra. Il carattere di corridoio fluviale delimitato da alberature si mantiene inalterato, anche se si notano sempre più potenti arginature, che sono l’elemento formale più rilevante lungo i paesaggi fluviali inquesto settore di pianura. Dopo essere passati sotto il ponte della A4 si giunge in breve al ponte di barche di Fossalta di Piave. Il fiume presenta ampi meandri dove la velocità della corrente rallenta di molto e, a valle di S. Donà, la navigazione può essere effettuata anche da natanti a motore di discrete dimensioni. L’arrivo in mare è penalizzato dalla presenza del ponte di barche di Revedoli, nei pressi di Cortellazzo. Sarebbe auspicabile ripristinare la funzione dell’antica conca dell’Intestadura, in sponda destra poco a valle di Musile di Pave, che immette nella Piave Vecchia che si dirige verso il secentesco Taglio del Sile. A questa confluenza si può decidere di navigare verso il mare (foce del faro del Lido di Jesolo) o risalire il Taglio fino a Portegrandi, collegandosi così all’idrovia del Sile.


 
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